Perché vendere libri non è come vendere salami. È molto peggio
Lo scrittore e la sua libreria blu.
Entra un cliente, mi chiede I quaderni dal carcere di Gramsci. Lo metto sul banco. Vede le edizioni: Einaudi. «Cazzo, ma è di Berlusconi!» fa. «Già, Berlusconi ha comprato Gramsci, che mondo, eh?» faccio io. «Non so se lo prendo», fa lui. «Pensaci». Naturalmente poi lo ha comprato.
«Senta, vorrei regalare un libro di Oriana Fallaci. Ma Oriana Fallaci è fiorentina, vero? No, perché se non è di Firenze regalo qualcos'altro!». SIC!
Cliente: Buongiorno, senta, stavo cercando un libro di cui però non ricordo né titolo né autore né casa editrice, però era citato su un giornale quest'estate, sarà stato giugno o luglio, quindi forse è uscito allora. E mi ricordo anche la trama: parla di una donna che dopo la morte del marito trova delle sue lettere indirizzate a un'altra donna.
Libraia: Aaaah!
Critico, su Typesetter, racconta alcuni dettagli del funzionamento della grande distribuzione libraria.
Per la prossima primavera/estate preparo una maglietta autoprodotta con sopra un panda che legge e la scritta: sono un libraio, don't kill me. Specie in estinzione. Sì, lo farò.
Donna, circa venticinque anni. Entra in libreria con la sicurezza dei giusti.
Cliente: Buongiorno, sto cercando l'ultimo libro di Spielberg!
Libraio: Spielberg?! Mi scusi, sta cercando un libro o un film? Oppure è un saggio sul regista?
C.: No-no, è un libro.
L.: Mah, sarà una novità, sa escono così tanti libri che non è facile tenere traccia di tutto. Non si ricorda, per favore, il titolo?
C.: Uhm... C'entra qualcosa il "sogno"... Non sono sicura, sa non è per me: l'hanno dato da leggere alla mia sorellina a scuola.
L.: [Sogno? Spielberg? Scuola?] Signora, non sarà mica Ho sognato la cioccolata per anni? Non è di Spielberg, l'autroice si chiama Trudi Birger (sa, lo stanno legendo molte scuole qui di Quarrata), ma è una storia ambientata nei lager, e magari a sua sorella è venuto in mente Shindler's List e si è confusa...
C.: Nooo, i lager non c'entrano niente, è una cosa molto più recente.
L.: Allora, mi spiace, non mi viene in me te davvero niente. Non può telefonare a casa e farsi dire il titolo esatto?
C.: Oh, mia sorella adesso non c'è, glie lo chiederò stasera e domani ripasso con il titolo giusto, arrivederci e mi scusi.
Si avvia verso la porta, ma a metà strada si blocca di colpo, si volta e riprende a parlare.
C.: Mi è venuta in mente un'altra cosa! Nel titolo c'è anche la parola "estate".
L.: [Sogno? Estate?] Sarà mica Sogno di una notte di mezz'estate di Shakespeare?
C.: Ecco! Shakespeare, non Spielberg!
Per parecchi versi, leggere è come fare l'amore, tranne che uno. Il sesso è sempre meglio farlo in maniera "sicura", proteggendosi dietro un sottile ma robusto strato di materiale gommoso. I libri, invere, vengono spesso distribuiti ricoperti da una pellicola per ragioni essenzialmente industriali, ovverosia perché i libri si rovinano meno e quindi, al momento di ricevere i resi la casa editrice o il distributore ha più libri in buone condizioni da (eventualmente) ridistribuire. Questo non toglie che per i lettori trovare il libro incartato, anzi preservativato, sia piuttosto fastidioso.
In libreria noi cerchiamo di lasciare sempre almeno una copia di ogni libro senza preserv... Pardòn, pellicola, ma capita che ce ne si scordi o che la copia "libera" sia stata vanduta, e restino solo copie protette. A questo punto, i clienti si dividono in due categorie: quelli che senza timore alcuno, anzi con una certa soddisfazione libidinosa, spogliano il libro del suo involucro di sicurezza per procedere con sommo trasporto a un approfondito pett... Pardòn, a sfogliare il libro. E poi ci sono i timidi, che davanti al trasparente e quasi impalpabile ostacolo del cellofane si trovano in imbarazzo. A quel punto è tutto un gioco di occhiate, timorose e speranzose quelle dei clienti che ti si rivolgono per sossurrare un pudico «Posso?». Rassicuranti le tue che esorti «Prego, signora, faccia pure». E allora giuiuse¹ quelle del cliente che, finalmente, scarta. Questo in un caso normale. Poi ci sono i casi particolari.
Cliente [timida]: Scusi, mi piacerebbe sfogliare il libro, ma è...
Libraia [rassicurante]: Prego, faccia pure!
Cliente [ancora più timida]: No, vede è che è...
Libraia [sempre più rassicurante]: Sì, signora, lo scarti pure.
Cliente [ormai rossissima d'imbarazzo]: Ma non vorrei...
Libraia [si alza] Permette? [prende il libro di mano alla cliente e strappa con voluttà e rabbia la plastica].
Cliente [con tono orgasmico]: Ooooh!
Libraia [pensa «Maiala!»].
¹ Sic. L'articolo è ovviamente stato dettato dal mio federe servitore Giuda.
Solo per dire che questo blog ha il suo primo referrer, ed è... rullo di tamburi... "libro fiori recisi"! Scusate, vado a sconsolarmi.
Cliente: Salve, ce l'avete L'orda d'oro di Balestrini, edizioni Feltrinelli?
Il commesso, apprezzando in cuor suo - in silenzio - la decisione e la determinazione della cliente, che sembra uno dei più perfetti casi di SCVLPPE (So Cosa Voglio Lo Prendo Pago Esco), sfila dallo scaffale il voluminoso tascabile e lo porge alla cliente. Questa strabuzza gli occhi difronte alla mole ma non vuole darlo a intendere. Comincia la danza sulle spade.
Cliente: Mah, non so se è questo...
Commesso: Non ce ne sono altri...
Cliente (sfogliando in modo affettato): Mi sembra troppo romanzesco.
Commesso: Veramente è un saggio storico-politico. Di romanzesco non c'è un granché.
Cliente: No, è che mi sembra troppo un libro da leggere. Grazie (e restituisce il libro al commesso).
Stasera. Entra un ragazzo, trentenne o giù di lì, accompagnato da un amico. "Buonasera, ce l'avete Facciamo quattro passi insieme?". Rimango interdetto- un libraio, per sua natura, è costretto a restare interdetto anche alle richieste più assurde perchè esiste sempre la possibilità, meno remota di quanto si creda, che davvero qualcuno abbia fatto uscire esattamente quella roba lì. Mi riprendo subito. "Vuoi dire Esco a fare due passi? Fabio Volo?". "Ma sì, dai, quello, sempre una passeggiata è" e giù pacche sulle spalle e a ridere con il suo amico per l'involontaria gaffe. Confusi, ma simpatici.
A Typesetter's day (la femminuccia)
Critico (il primo incomodo)
Informatica Emotiva (il maschietto)
Hai una storia da raccontarci? Be', cosa aspetti a scriverci!
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